Croce Rossa Italiana - Comitato Provinciale di Asti

OTT
08
2010

Il Centro di Ascolto "L'Orecchio di Venere" compie un anno

Il Centro di Ascolto "L'Orecchio di Venere" compie un anno

Il prossimo 13 ottobre il Centro di Ascolto "L'orecchio di Venere" della Croce Rossa di Asti compirà un anno di attività.

Scopo primario del Centro è quello di rispondere alle richieste di aiuto da parte di donne vittime di violenza domestica e sessuale, anche se le attività non si limitano a ciò: nel primo anno di operatività sono stati seguiti direttamente circa 70 casi di violenza, mentre i contatti telefonici sono stati oltre 400, anche solo per informazione.

La sede del Centro, sito in Asti in Via Ugo Foscolo 7 presso i locali del Comitato Provinciale della Croce Rossa di Asti, è aperta al pubblico tutti i martedì, giovedì e sabato: due operatori sono sempre presenti, pronti ad accogliere le richieste di aiuto. Negli altri giorni l'attività del Centro continua tramite supporto telefonico garantito 24 ore su 24: sono infatti attive due linee telefoniche, una fissa collegata a segreteria telefonica, ed un'altra collegata ad un telefono cellulare a cui risponde ad ogni ora un operatore formato, e non un semplice centralinista di Call Center.

L'operatore, grazie alla sua formazione, può dare un ascolto professionale e, in caso di necessità, attivare la rete di assistenza di pertinenza: questo è uno dei principali vantaggi del far direttamente parte di un circuito di assistenza di tal genere, vantaggio che va direttamente a favore di chi si trova in situazione di forte disagio ed immediato bisogno di supporto.

Il Centro è collegato al numero di emergenza anti-violenza nazionale 1522, il quale inoltra chiamate provenienti anche da fuori provincia e regione: in più di un'occasione "L'Orecchio di Venere" è stato l'unico Centro di Ascolto reperibile nell'immediato su tutto il territorio nazionale. Infatti, uno dei presupposti fondamentali su cui il Centro si Ascolto ha basato il servizio che intende fornire è quello di attivare un numero di emergenza reale, in grado di rispondere attivamente ad una richiesta di aiuto, cosa assolutamente non ottenibile tramite una segreteria telefonica: l'emergenza, di qualunque natura essa sia, deve essere gestita e possibilmente risolta subito, indipendentemente dall’orario e giorno della settimana in cui si verifica.

La professionalità e competenza degli operatori ha fatto si che l'integrazione del Centro con gli Enti già presenti sul territorio che si occupano di assistenza sociale e del fenomeno violenza sia stata rapida e completa: tra le varie strutture c'è una continua e solida cooperazione per fronteggiare le richieste di aiuto, e seguire ogni caso dall'inizio fino alla sua conclusione.

Questo importante obiettivo è stato raggiunto grazie ad una forte pubblicità su tutto il territorio della provincia e ad incontri conoscitivi ed informativi sull'attività del Centro atti ad illustrare le metodologie e modalità di intervento, organizzati dalla Referente del Centro Elisa Chechile, la quale tiene ad evidenziare un'aspetto del fenomeno che spesso viene trascurato, ovvero le ripercussioni a livello sociale di un abuso. Infatti la violenza domestica e sessuale non è un evento circoscritto al breve momento in cui si verifica e che interessa solo le persone che direttamente vivono questa situazione: questa è un grosso problema sociale, in cui attori, vittime e superstiti trasversalmente fanno tutti parte della società di cui ognuno di noi fa parte. Chi opera la violenza, nel momento in cui viene condannato ed eventualmente incarcerato perde il lavoro passando da membro attivo e produttivo per la società a mero parassita; la vittima spesso non riesce più a svolgere il proprio ruolo, sia all’interno della famiglia (madre, moglie, ecc..), sia nella società (lavoratrice); spesso si ammala, abusa di farmaci, passa da essere punto di riferimento o comunque supporto per amici e conoscenti a persona non più affidabile e di aiuto: ciò si traduce in ambito sociale in giornate di lavoro perse a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ed in ambito familiare in mancata assistenza verso i figli, i quali sul lungo termine, mancanti di una figura di riferimento in grado di indicargli la via da seguire, finiscono con l’abbandonare la scuola, sottraendo alla società il loro potenziale produttivo. In alcuni casi, se l’evento di violenza non viene adeguatamente risolto, le sue ripercussioni possono perdurare per anni e generazioni, modificando il futuro di persone che non sono neanche state direttamente partecipi di quel determinato evento: ciò è assolutamente inaccettabile. La violenza non ha razza, non ha età, non ha ceto: è un problema sociale generalizzato, e di conseguenza economico: è doveroso quindi occuparsene nell’immediato con ogni mezzo a disposizione.

Le persone che contattano "L'Orecchio di Venere" vengono seguite costantemente e mai abbandonate fino a quando il problema viene definitivamente risolto: obiettivo del Centro, per completare la rosa dei servizi offerti, è quello di attivare anche una struttura di accoglienza (la cosiddetta "casa segreta") in cui ospitare coloro che hanno bisogno anche di un rifugio in cui passare alcuni giorni prima di trovare una sistemazione definitiva. Attualmente ciò avviene tramite il supporto di Consorzi esterni cooperanti con il Centro di Ascolto.

Al fine di ottenere dati statistici riguardo il fenomeno della violenza e come questa viene vissuta e affrontata, il Centro ha realizzato un questionario anonimo di 50 domande che è stato inviato a tutti i Volontari di Croce Rossa delle 18 sedi provinciali: questi infatti, anche se non attraverso una diretta formazione del Centro e con obiettivi differenti (ovvero l'immediato soccorso sanitario anziché la continuità dell'assistenza psicologica), vengono spesso a contatto con persone che hanno subito violenza, ed è importante per i fini del centro conoscere come queste situazioni sono state gestite e superate. Dall'analisi dei dati ottenuti si otterrà anche una statistica riguardo le persone coinvolte in atti di violenza, gli ambienti in cui questa è stata subita e le finalità per cui è stata attuata. I risultati dello studio verranno presentati ad un convegno che avrà luogo in Asti in novembre.

Analizzando i dati delle schede intervento dei casi seguiti si nota che la maggior parte dei fenomeni di violenza vengono attuati in famiglia, all'interno delle mura domestiche. Vi sono poi diversi casi di violenza sul luogo di lavoro, casi di stalking e maltrattamenti in generale. Tra gli effetti primari a cui vanno incontro le persone che subiscono violenza vi sono sfiducia verso se stesse e gli altri, senso di abbandono ed impotenza, mancanza di stimoli ed interesse verso il mondo esterno e il futuro: presso il Centro di Ascolto queste persone possono trovare un aiuto reale e un sostegno per superare i momenti più difficili, nonché un valido supporto per affrontare la situazione anche dal punto di vista burocratico e legale: tramite la collaborazione con le Forze dell'Ordine e la Prefettura viene anche fornito aiuto per sporgere denuncia, arrivando fino all'accompagnamento al Processo.

Per la realizzazione del Centro sono state affrontate numerose spese, molte delle quali in autofinanziamento. I costi maggiori sono stati quelli relativi all'adattamento dei locali, i quali hanno richiesto la creazione di una sala di attesa apposita e di un accesso riservato e sicuro. Quindi è stato necessario attivare una linea telefonica dedicata e acquistare il telefono cellulare utilizzato per la reperibilità continua. Infine sono state sostenute spese per l'acquisto di un pc e altri materiali di consumo vari, e per la stampa di brochure informative.

Ad un anno dall'avvio delle attività Centro, il bilancio è indubbiamente positivo: tanto è stato fatto, e numerose persone sono state aiutate. Tanto lavoro rimane comunque da fare, e importanti obiettivi sono all'ordine del giorno: la realizzazione di una struttura di accoglienza, mantenere alto il livello del servizio e continuare a dare assistenza costante sono solamente i principali scopi che si vogliono raggiungere.

Ogni cittadino può dare il suo contributo alla causa: segnalando situazioni di disagio, facendo conoscere il Centro a chi ha bisogno di supporto, sostenendo il Centro con contributi economici o diventando Volontari di Croce Rossa presso una delle 18 sedi della provincia, regalando semplicemente un po' del proprio tempo libero al fine di aiutare chi si trova in difficoltà.

Chi è interessato può contattare "L'Orecchio di Venere" al numero 0141-18.55.172. Il numero di cellulare 334-66.50.627, attivo 24 ore su 24, rimane dedicato esclusivamente alle reali emergenze.

Per informazioni riguardo le attività di Croce Rossa è possibile contattare una qualsiasi sede, o visitare il sito internet www.criasti.it dove si può trovare anche un elenco completo delle sedi di Croce Rossa della provincia di Asti.

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